05/01/2011

2011 - magari stavolta ce la faccio!

Ho deciso, ci riprovo!
Non prometto di aggiornare il blog in modo costante, ma voglio ricominciare a condividere idee e ricette.
Non riesco a crederci, sono già passati 3 anni; anni di vita frenetica: ho cambiato casa, ho cambiato lavoro, e continuo sempre a correre!
E la cucina? Dopo un periodo "solo surgelati" che ci stava portando alla depressione, finalmente, con grande gioia di mio marito, ho ripreso a cucinare (dimenticavo, nel frattempo ci siamo anche sposati!).
Solo che il tempo a disposizione non è molto: tra lavoro-palestra-piccole-commissioni-raccordo-bloccato non arrivo mai prima delle 9. Quindi, confinate le ricette "classiche" ai sonnacchiosi pomeriggi domenicali, non mi rimane che dilettarmi in ricettine salvacena e salvaumore ultra-rapide aiutata da un pizzico di fantasia, dai consigli materni e da un po' di tecnologia (che non fa mai male!).
Quindi questo blog d'ora in avanti sarà dedicato a chi, come me, ama cucinare, e mangiar bene, ma vive sempre di corsa cercando di incastrare tutto!
Buona lettura!

24/09/2007

Ritorno!

Mamma mia sono passati più di quattro mesi dall'ultimo post. Cosa è successo? Semplicemente ho ricominciato fare il mio lavoro da ingegnere e ho praticamente smesso di cucinare! Sono diventata anch'io un'affezionata ai surgelati di ogni tipo.
Surgelati si, ma i 4 salti in padella no, anche se cucino la cena al volo, in 10 minuti, la sera alle 22, a volte anche le 23..
Con l'arrivo dell'inverno spero di avere il tempo di cucinare qualche ricettina, magari nel week end..

Intanto vi lascio un ricordo del viaggio in Grecia di quest'estate.



Questo cocktail si chiama Jamaica!

Lo so non è niente di tipicamente greco, ma Atene è piena di locali carini..

08/05/2007

276 Piccioni in umido





A proposito di piccioni sentite questa che vi do per vera, benché sembri incredibile, e valga come riprova di ciò che vi dicevo sulle bizzarrie dello stomaco.
Una signora prega un uomo, che le capita per caso, di ucciderle un paio di piccioni, ed egli, lei presente, li annega in un catino d'acqua. La signora ne ricevé una tale impressione che d'allora in poi non ha più potuto mangiar la carne di quel volatile.
Guarnite i piccioni con foglie di salvia intere, poneteli in un tegame o in una casseruola sopra a fettine di prosciutto grasso e magro e conditeli con olio, sale e pepe. Quando essi avranno preso colore, aggiungete un pezzo di burro e tirateli a cottura con brodo. Prima di ritirarli dal fuoco spremeteci sopra un limone e adoperate il loro sugo per servirli con fette di pane arrostito postevi sotto. Avvertite di salarli pochissimo a motivo del prosciutto e del brodo. Al tempo dell'agresto, potete usare quest'ultimo invece del limone, seguendo il dettato:

Quando Sol est in leone,
Bonum vinum cum popone,
Et agrestum cum pipione.



Un'altra ricetta dall'Artusi!

03/05/2007

Diet Dinner: Bocconcini di coda di rospo e zucchine.



Il segreto di una buona dieta è variare i piatti e renderli piacevoli al palato ed alla vista, altrimenti chi resiste!
Ecco una ricettina dalla Cucina Italiana facile facile e soprattutto a grassi zero!


Affettare le zucchine con la manolina ricavando dei nastri sottili, dividere la coda di rospo in bocconcini e avvolgerli nei nastri di zucchina fermandoli con uno stecchino. Cuocerli a vapore per 13' circa.

Preparare il condimento con prezzemolo e capperi tritati ed un cucchiaino di olio (chi può anche 2!!).

Servire con la salsina su di una fetta di pane tostato (integrale e solo una :-( ).


La dieta continua..

15/04/2007

Totani ripieni

Questa è una delle ricette preferite di mia nonna proveniente da uno dei libri di cucina più famosi: l'Artusi.
Ricordo nella sua cucina, appoggiata sul frigorifero, sempre a portata di mano, una vecchissima edizione dell'Artusi, quella originale, con la copertina giallo ocra e tutte le pagine rovinate, staccate, sporche di sugo, ma sempre lì per una rapida consultazione nel caso in cui la memoria facesse acqua.
Ho scoperto solo molti anni dopo l'esistenza di altri libri di cucina "degni" di essere consultati. In casa esisteva solo l'Artusi, manuale sommo di ogni ricetta e di ogni consiglio culinario, citato da mio padre ad ogni festa comandata "secondo l'Artusi come tramezzo ci vuole.."
Un libro di ricette, di consigli e, per me, di ricordi, tutte le ricette della mia infanzia. Una lettura interessante per appassionati di cucina e non solo.




4 totani di medie dimensioni
aglio, prezzemolo, olio, salsa di soia
1 fetta di pane ammollata nel latte

Pulire e spellare i totani lasciandoli interi. Una volta puliti tagliare via la testa e i tentacoli lasciando solo la "sacca".
Tagliare i tentacoli a pezzettini. In una ciotola, mescolare i tentacoli tagliati, il pane ammollato nel latte, uno spicchio di aglio
tritato e prezzemolo tritato q.b. Condire con olio evo, salsa di soia ed un pizzico di sale.

Riempire le "sacche" dei totani con il composto così ottenuto e chiudere con uno stecchino.

Se i totani sono abbastanza grandi, cuocerli in forno in una teglia con sopra il ripieno avanzato, come quelli della foto.
Se sono piccoli, cuocerli in umido con olio e passata di pomodoro.

Preparati in umido possono anche essere preparati in anticipo e riscaldati all'ultimo momento!

La ricetta è quella originale, unica aggiunta "moderna", la salsa di soia che con il pesce lega benissimo.

13/04/2007

Il Tiramisù del Cavoletto




Come sempre il Cavoletto ci fornisce ricette straordinarie. Buonissimo e di grande effetto! La ricetta la trovate qui!

Io ho solamente usato un po' più di caffè per bagnare i savoiardi. La crema era un troppo dolce per me, non amo troppo i dolci, così ho stemperato il dolce aggiungendo più caffè.

06/02/2007

ROMA



Dopo tanto girovagare eccoci arrivati nella città eterna!

Dopo tanti anni ritrovo i luoghi della mia infanzia, una Roma sempre più caotica, sempre più affollata, una Roma con un'anima che spero non cambi mai.

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti", da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e Tabacchi", degli "Erbaggi e Frutta", quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle...
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione...
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini...
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano...
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del "core de Roma"...
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei "che c’hai una sigaretta?", "imprestami cento lire", quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma di merda! Mamma Roma: Addio!

(Mamma Roma Addio - Remo Remotti)